SCIACCHETRA' 2004
Produttore: Bonanni Fellegara - Riomaggiore (SP)
La storia della viticoltura delle Cinque Terre è profondamente intrecciata con la storia stessa del territorio, sin dalla sua fondazione ad opera di popolazioni venute dal mare, probabilmente di origine greca.
Le Cinque Terre sono un intarsio nella roccia, esteso tra Punta Mesco a ponente e la Valle di Albana a levante, là dove la costa ligure intravede la Toscana, e questi dirupi devono essere apparsi ai primi abitatori come inaccessibili, perciò sicuri.
Furono proprio quelle popolazioni, cui si erano uniti gruppi di abitanti della vicina Val di Vara, a costruire i primi siti terrazzati per sviluppare l’agricoltura.
Oggi lo Sciacchetrà si fa sempre più complesso, ricco di sfumature, con note di albicocca, mirto, ginestra; invecchiando si fanno strada la vaniglia, il mallo di noce, il cacao ed il caffè, il tutto su una base minerale tipica del territorio.
Dopo il 2000, produttori giovani e meno giovani sono stati attratti al territorio dalla viticoltura; possiamo citare Pasini e Molinari,
Bonanni e Fellegara, Luciano Cappellini, Edy Bonanini, Bartolo Lercari, Maria Beghi (la signora di Albana). I vini divengono sempre più personali, in molti casi manifestano un vero e proprio anticonformismo dettato da un grande desiderio di diversificazione.
Nel linguaggio dei “paesaggisti”, gli architetti del paesaggio, i siti terrazzati vengono denominati i “luoghi del desiderio”: infatti, con questa tecnica l’uomo ha reso vivibili dirupi impossibili, dove la spinta iniziale era la forza del desiderio di vivere la vita oltre le leggi della fisica e dell’economia: dunque, una metafora esistenziale.
Per il viticoltore-artigiano la sfida del futuro potrebbe essere il far cogliere tutto questo attraverso i vini, i “vini del desiderio”, appunto, che profumano ancora dello stupore desiderante di quei profughi del mare di mille anni or sono, che per primi approcciarono questo territorio per vivervi.
Se questo obiettivo fosse raggiunto, si potrebbe parlare di viticoltore-artista.
Da "I vini del desiderio" di Walter De Battè
Vinificazione: uva passita.
Colore: oro antico con riflessi ambrati.
Profumo: intenso con sentori di albicocca, niele d'acacia e frutta secca.
Sapore: dolce ed energico, non stucchevole.
Grado alcolico: 13%.
A tavola: ottimo con il pandolce genovese, torte secche e formaggi piccanti.
Servire a 14-16 °C, avendo l’accortezza di stappare la bottiglia almeno un’ora prima di servirla.