BRA TENERO DOP
Luogo di produzione: Saluzzo (CN)
Capitale del Roero, al confine fra le Langhe e le pianura cuneese, la città di Bra è al centro di un territorio in cui agricoltura ed artigianato di qualità si integrano bene con lo sviluppo industriale. Già fra il 1350 ed il 1400 i prodotti orticoli della zona venivano esportati in tutta la provincia di Cuneo e nel Torinese, e gli antichi Ordinati braidesi menzionano i formaggi, assai importanti per l’economia locale.
Ma il nome “Bra” compare nei decreti governativi solo dal 1937, quando se ne produssero oltre novemila quintali ed il Bra risultò il terzo formaggio piemontese per produzione dopo Toma e Fontina.
A riprova dell’importanza di questo formaggio nell’alimentazione delle popolazioni dell’Italia Nord-Occientale, si pensi che nel Gennaio 1944 il regime di Salò si preoccupò di stabilirne la percentuale grassa riducendola al 20-22%, una riduzione dovuta alla necessità di sfruttare tutte le risorse possibili per la preparazione del burro, bene rarissimo e prezioso in tempo di guerra.
Oggi a Bra non si produce neppure un forma dell’omonimo formaggio, che anche un tempo proveniva per la maggior parte dalle vallate cuneesi. Furono tuttavia i commercianti braidesi a stagionare e a portare il “Nostrale” sui mercati piemontesi e soprattutto liguri, dove era assai apprezzato come ingrediente del pesto. Le condizioni climatiche favorevoli resero Bra il principale centro di raccolta, stagionatura e commercializzazione.
Le due tipologie prodotte, il Bra Tenero ed il Bra Duro –entrambe DOC dal 1983- hanno ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta dal 1996.
Il latte destinato alla produzione del Bra d’alpeggio proviene per lo più da bovine di razza piemontese allevate in stalle medio-piccole e nutrite con erba e prodotti locali. Viene utilizzato il latte di una o due mungiture giornaliere, coagulato a temperature di 27°-32°C. La rottura della cagliata avviene in due fasi: un movimento rotatorio e quindi una torchiatura di circa quindici minuti. La pasta ottenuta viene poi pressata in appositi stampi.
La lavorazione a latte crudo e la stagionatura prolungata fanno evolvere la sensazione di amaro in un gradevole gusto di nocciola.
Zona di produzione: l’intera provincia di Cuneo, mentre la stagionatura è estesa al comune di Villafranca Piemonte, in provincia di Torino.
Crosta: di color grigio chiaro, elastica, liscia e regolare.
Pasta: di color bianco avorio con presenza di piccole occhiature.
Sapore: gradevolmente profumato e meno intenso rispetto a quello Duro.
Stagionatura: minimo 60 giorni.
Peso Medio: 6/8 chili in forme cilindriche.
INGREDIENTI: latte crudo, caglio naturale e sale.
Pezzatura: da 1 Kg. circa.
Prezzo al Kg: 10,90 euro